Un cosmetico biologico deve essere privo di derivati di origina petrolifera, paraffine, formaldeide e sostanze sintetiche: per accertarsene occorre diventare esperti interpreti della nomenclatura Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), oppure affidarsi e fidarsi delle certificazioni che ciascun prodotto riporta sulla confezione. Tra bio, organico o naturale la differenza è che la cosmesi naturale usa ingredienti naturali o di origine naturale per il 95%, mentre la cosmesi biologica contiene un minimo del 95% di ingredienti biologici sul totale degli ingredienti naturali e un minimo del 10% sul totale degli ingredienti, quindi è ammesso un utilizzo di additivi per un massimo del 5% (che serve per garantire la sicurezza del cosmetico). Organico invece è il prodotto che ha un un minimo del 98% di ingredienti biologici sul totale degli ingredienti naturali.
Occhio ai loghi
Queste regole e parametri sono fissati dagli enti di certificazione. In Italia i principali sono il CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) e l’ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), che devono verificare che tutte le regole fissate negli standard vengano rispettate. Tra gli enti internzionali con i criteri più severi c’è NATRUE, che ammette solingredienti naturali, di derivazione naturale e natural-identici (categoria limitata ai conservanti e ai pigmenti minerali). A sceglierla sono stati oltre oltre 200 marchi cosmetici in tutto il mondo, tra cui puroBIO cosmetics, che propone prodotti con olii e cere vegetali e pigmenti minerali, formule ideali anche per chi ha la pelle sensibile o in stato di gravidanza, vista la totale esclusione di siliconi, petrolati, parabeni, conservanti e coloranti sintetici, profumo e glutine. Il marchio ha anche la certificazione VeganOK, lo standard etico più diffuso per riconoscere ogni aspetto del vivere vegano e garantire al consumatore l’assenza di parti di origine animale e precise caratteristiche etiche ed ambientali.
L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) dei prodotti bio, cioè la denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti e il logo dello standard per cui il prodotto è certificata, non deve contenere derivati di origine petrolifera, paraffine, formaldeide e profumi di origine sintetica, che devono essere sostituiti con derivati vegetali, come da agricoltura bio o da materie prime naturali. Ecco qualche esempio di come si possono effettuare le sostituzioni:
- siliconi emollienti con olio di oliva, olio di albicocca, olio di mandorla, amido di mais, burro di karité
- siliconi umettanti con glicerina vegetale, sorbitolo
- parabeni conservanti con silver, sodium benzoate, sorbic acid
- parabeni antiossidanti con tocoferolo, olio di macadamia, squalebe, olive oil decyl ester, estratto di vite rossa, olio di argan
- peg (emulsionanti) con glyceryl stearate, cetearyl alcohol, lecitina di soia
- petrolati (filmanti) con cera candelilla, cera carnauba
Fonte: Beauty News From the World